La LIPU in Molise

La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) è una Associazione per la Conservazione della Natura ed è attiva in Italia dal 1965.

 

In particolare la LIPU è:

· Ente Morale dal 1985 (Decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 6 febbraio 1985)

· Associazione di Volontariato (iscritta al Registro Regionale del Volontariato istituito ai sensi dell'art. 6 della Legge n. 266 del 11 agosto 1991)

· O.N.L.U.S. (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale - D.l.gs del 4 dicembre 1997)

· Associazione di protezione Ambientale (riconosciuta dal Ministero Ambiente ai sensi dell’art. 13 della Legge n. 349 del 8 luglio 1986)

· Ente in grado di svolgere ricerca scientifica, iscritta dal 9 dicembre 1997 all'anagrafe Nazionale delle Ricerche presso il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (codice = 219910PV)

· Iscritta dal 23 marzo 1998 al Registro Nazionale della Stampa (n. 416/81)             

 

La MISSIONE della LIPU è:

“Conservare la natura partendo proprio dalla protezione degli uccelli e dei loro habitat, educare i giovani al rispetto del mondo in cui viviamo, sensibilizzare l'opinione pubblica su temi importanti come la tutela dell'ambiente e l'attenzione alla salute, questi sono i principali obiettivi definiti dallo Statuto dell'associazione.”

 

La LIPU in Molise

La conservazione della natura nella nostra regione è passata sempre in secondo ordine, a causa soprattutto della erronea convinzione che il Molise sia una regione “incontaminata”, nella quale una più incisiva politica ambientale è spesso considerata del tutto inutile.

La proliferazione di strade inutili, dell’eolico selvaggio, i fenomeni d’inquinamento della zona costiera, le frane e la pressione venatoria, stanno a dimostrare che il Molise non è immune da continui attacchi alla Natura.

La LIPU in  Molise, fra i suoi ruoli in questo contesto, punta su due direttive principali:

1. Progettare e realizzare programmi di sensibilizzazione e di educazione ambientale presso scuole, Università, istituzioni, ecc.. Mira inoltre a formare tra il grande pubblico una sorta di cultura del rispetto del territorio. Nello stesso tempo elabora e progetta sistemi e modelli per arrivare a fondere le vocazioni tradizionali (agricoltura) con uno sviluppo sostenibile, attento agli effetti delle attività sul nostro ambiente e quindi anche sul nostro benessere e la nostra salute.

2. Elaborare e portare a termine progetti di gestione diretta dei siti della Rete Natura 2000 (SIC, IBA, ZPS) attraverso il coinvolgimento degli enti locali, istituzione di aree protette, osservatori e studi scientifici.

 

Alcune delle attività della LIPU in Molise:

La LIPU è presente in Molise già dai primi anni ‘80.

Nel 1992 nasce la Sezione locale LIPU di Campobasso.

Nel 1993 il Comune di Casacalenda e la LIPU firmano a Casacalenda (CB), in basso Molise, la prima convenzione per la realizzazione della prima Oasi naturalistica della regione. Inaugurata nel 1994, l’Oasi LIPU di Casacalenda è stata in seguito riconosciuta come Area naturale protetta (Ministero dell’Ambiente) e come area della Rete Natura 2000 poiché compresa all’interno di una ZSC (Zona speciale di conservazione) e di una ZPS (Zona di protezione speciale) come definite dalle Direttive comunitarie.

Nel 1996 viene presentata una bozza di proposta di Legge Regionale per la Tutela della Fauna minore che verrà approvata all’unanimità. Legge regionale ancora in vigore.

Nel 1998 viene presentato alla Provincia di Campobasso un progetto per la realizzazione e gestione di un Centro Recupero per la fauna selvatica, approvato a gennaio 1999. 

Nel 2000 la Provincia di Campobasso e la LIPU firmano a Campobasso la prima convenzione per la realizzazione e gestione del Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Casacalenda (CB), l’unico "ospedale" molisano per l’accoglienza, la cura e la riabilitazione della fauna selvatica ed uno dei pochi presenti nel centro-sud Italia. Chiuso dal 1 aprile 2013 a causa della mancanza di fondi.

Nel 2001 viene inaugurato il Centro Recupero Fauna Selvatica realizzato a Casacalenda (CB) presso la Casa Cantoniera dell’ANAS di Casacalenda, in presenza del Presidente LIPU Danilo Mainardi e del Presidente della Provincia di Campobasso Antonio Chieffo. Angela Damiano è l’ideatrice e la responsabile del Centro.

Dal 2002 al 2007 la LIPU partecipa ai bandi per l’assegnazione di giovani tramite il Servizio Civile Nazionale. In Molise le strutture aderenti saranno l’Oasi LIPU di Casacalenda e il CRFS LIPU Molise con la disponibilità di n. 4 posti annuali.

Collabora con il CEA del Molise (Centro di Educazione Ambientale) nei progetti di educazione ambientale, rivolti agli alunni delle scuole elementari e medie della regione, con attività didattiche e formative nei progetti: “Rifiuti? Sistemiamoli per bene” e “Risorsa acqua” e con organizzazione di visite guidate presso l’Oasi LIPU di Casacalenda.

Nel 2005 la LIPU partecipa al progetto sperimentale regionale "Stipa Cà Truov" come formatore e tutoraggio nel progetto formativo per "Osservatori ambientali" che si è svolto presso la Comunità Montana Cigno-Valle del Biferno a Casacalenda (CB).

Nel 2006 la Provincia di Isernia, il Comune di Macchiagodena e la LIPU inaugurano il Sentiero-Natura “Rio Secco” a Macchiagodena (IS).

Nel 2007 la LIPU—Settore Agricoltura invia alla Regione Molise un commento  alla bozza regionale del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) anni 2007-2013. La LIPU invia alla Regione Molise una proposta di Linee Guida Regionali per la disciplina degli impianti eolici.

Nel 2010 la LIPU invia a tutte le Regioni, compresa la Regione Molise una istanza urgente di emanazione di provvedimenti regionali (cosiddette Linee Guida Regionali) per l’insediamento di impianti da fonte rinnovabile in attuazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 10.09.2010 (Linee Guida Nazionali).

Nel 2013: A causa del continuo mancato rinnovo della convenzione con la Provincia di Campobasso, chiude il Centro Recupero Fauna Selvatica. Inaugurato nel 2001, il CRFS LIPU si è preso cura di 2.728 animali selvatici feriti o in difficoltà (rinvenuti sul territorio regionale ma anche nei territori delle regioni limitrofe) fino alla sua chiusura, avvenuta il 1 aprile 2013 a causa della protratta assenza dei fondi necessari per la sua gestione (dal 1 gennaio 2011).